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18 Mag 2015

Auto imprenditorialità: punto di incontro tra le persone dell’impresa, per il successo di entrambi

Mariapaola La Caria
Auto imprenditorialità
Giovani, lavoro e impresa, questi sono stati i punti focali del laboratorio “Co–creiamo il futuro del lavoro” organizzato da Peoplerise  nell’ambito “Galileo innovactors festival” a Padova. E’ stato il secondo passo del percorso che il gruppo innovativo di Peoplerise ha iniziato qualche mese fa al FestivalCittàImpresa creando uno spazio creativo dove i giovani e le imprese potessero “co-creare il  futuro del lavoro”. Io sono stata “sponsor” a nome di P.R.Consulting per l’area Azienda e ho proposto al mio gruppo di lavoro una sfida per me come imprenditrice estremamente stimolante e complessa: “l’auto imprenditorialità” come punto nodale della competitività delle imprese e soddisfazione dei collaboratori.
 
I giovani che si affacciano al mondo del lavoro con il loro bagaglio di emozioni, speranze e ambizioni possono diventare vantaggio competitivo irrinunciabile per aziende che ora come non mai devono essere in grado di soddisfare le richieste di clienti sempre più informati ed esigenti, e che spesso sono costrette a una continua ri–organizzazione per rimanere competitive in un ambiente in continua evoluzione.
L’azienda del 2015 ha quindi bisogno di persone autonome, responsabili e flessibili per garantirsi il dinamismo necessario per competere nel mercato, ma allo stesso tempo richiede attaccamento, fedeltà e motivazione.
 
Per conciliare questi aspetti non è sufficiente la sola motivazione esterna, proveniente dai vertici aziendali, che indirettamente porta a considerare i collaboratori come soggetti passivi del processo motivazionale (al pari di meri corpi inerti succubi del terzo principio della dinamica), bensì  è necessario generare un autentico convincimento interiore, ottenibile creando occasioni e opportunità di autorealizzazione e quindi di auto motivazione.
 Grazie a queste il collaboratore può esprimere la sua auto imprenditorialità, e quindi utilizzare gli spazi e la responsabilità concessagli per esprimere le proprie potenzialità, fare propria la mission aziendale ,co-costruendo il”sogno” imprenditoriale.
 
Grazie all’auto imprenditorialità si può quindi generare una comunione di intenti che permette
sia la crescita dell’ individuo sia quella dell’impresa , che guadagna così un collaboratore conscio del proprio ruolo e delle sue responsabilità; motivato a perseguire i fini dell’azienda rispondendo alle esigenze del cliente in maniera dinamica e creativa, rinunciando alla comfort zone delle (meno rischiose) risposte standard, e generando quindi valore aggiunto per se stesso e per l’impresa. 
 
L’imprenditore può facilmente trovare nei giovani appena usciti dall’ambiente universitario il “terreno fertile” per lo svilupparsi della filosofia dell’auto imprenditorialità, tuttavia, affinché ciò accada  è imprescindibile l’intervento proattivo di entrambe le parti in vari momenti del rapporto.
 
Soluzioni come l’inserire l’auto imprenditorialità nella carta dei valori d’impresa e garantire corsi di formazione in collaborazione con l’università e le associazioni di categoria per incentivare la stessa sono iniziative di immediata attuabilità. Tuttavia, perché  la coscienza del valore dell’auto imprenditorialità metta radici profonde all’interno della struttura aziendale sono necessari  interventi di maggiore sostenibilità, che partono fin dalla fase di scelta, e che coinvolgono l’azienda nel suo complesso.
 
Qui in basso alcuni esempi delle soluzioni che attraverso interviste, riflessioni e ricerche i giovani hanno individuato:         
 
  • Processo di selezione: nell’ottica auto imprenditoriale non deve essere inteso come processo  di scelta unilaterale da parte della direzione, bensì un processo di responsabilità reciproca condiviso. Infatti, così come l’azienda sceglie il suo capitale umano,  anche il collaboratore sceglie la “propria” azienda, luogo dove far vivere i propri sogni.
 
  • Creare spazi sociali e creativi per favorire opportunità d’incontro all’interno dell’azienda, favorendo la circolazione di idee, la creazione di relazioni personali e incentivi alla produttività tramite contest aziendali. Il ruolo della comunicazione tra gli stakeholders interni all’azienda è fondamentale . La trasparenza e circolarità delle informazioni, la condivisione delle direttive e dei valori aziendali sono elementi altamente motivanti.
 
  • Dar forma ai sogni dei collaboratori, fornendogli le risorse e l’autonomia necessaria per permettergli di esprimere la propria creatività per il bene dell’azienda di cui condividono non solo i rischi, ma anche i benefici.
 
  • Orgoglio del rischio: abbracciando la filosofia dell’auto imprenditorialità il collaboratore viene incentivato a prendersi maggiori responsabilità agendo in maniera più libera e creativa nelle relazioni con il cliente. Questa linea di azione deve essere supportata da un reciproco legame di fiducia tra collaboratori e vertici aziendali, che devono quindi impegnarsi a condividere tutte le informazioni necessarie e a garantire una adeguata remunerazione al rischio, per incentivare così il comportamento virtuoso insito nell’auto imprenditorialità.
 
 
Tutti questi elementi e iniziative sono inquadrati nell’ottica di una nuova frontiera della competitività ,che richiede sempre di più un capitale umano motivato e nuove reti relazionali a fianco dello sviluppo tecnologico e organizzativo dell’impresa.
I collaboratori e la qualità del loro contributo sono quindi fattori essenziali per il successo dell’impresa e per questo motivo, l’uomo deve essere  al centro della vita dell’azienda, in un continuo e cosciente processo di realizzazione  e apprendimento che lo rende protagonista attivo della crescita personale e del sistema di cui fa parte: deve essere imprenditore di se stesso.
 

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