Pubblicazioni - Libri
I libri qui presentati affrontano i concetti e i temi relativi alla comunicazione e alle relazioni pubbliche in diversi ambiti di applicazione in un’ottica tanto formativa quanto professionale.
Il primo incontro non si scorda mai. Manuale dell’accoglienza per le aziende e le organizzazioni, G. Vecchiato, S. Zicari (2009)
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Conquistare e conservare la clientela (o l'utenza) è la prima vera ragione d'essere di un'azienda (o di un'organizzazione). Ormai tutti sanno che la soluzione sta nella qualità del rapporto con il cliente. Da qui l'enfasi sulla comunicazione, in tutte le sue forme, che troviamo in molti testi, corsi e dibattiti. Troppo spesso, però, viene trascurato proprio il momento iniziale della relazione cliente-organizzazione dimenticando che "non esiste un secondo momento per fare una buona prima impressione". |
Manuale operativo di relazioni pubbliche. Metodologia e case history, G. Vecchiato (2008)
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Come si attua un piano di relazioni pubbliche? È utile definire una metodologia per una disciplina che vive nel pieno della contemporaneità - dove si incrociano il mondo dell'economia, della politica e dell'informazione - e che rischia, da una parte, di uccidere ogni creatività e, dall'altra, di imbrigliarla in modo rigido e schematico? La risposta è sì. Non solo è utile, è indispensabile. Per uscire dal pressapochismo; per dare credibilità e spessore manageriale alla professione; per imparare a misurare i risultati; per istituzionalizzare le relazioni pubbliche come elemento strategico e farle diventare una pratica costante e accettata dalle organizzazioni, siano esse pubbliche o private, profit o non profit. |
Comunicare le professioni intellettuali, G. Vecchiato, S. Zicari (a cura di, 2008)
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La pubblicità è l'anima dello studio. Così titolava uno speciale dedicato alla liberalizzazione delle professioni un noto quotidiano, subito dopo la riforma Bersani. Ma le cose stanno proprio così? Siamo certi che la pubblicità sia lo strumento di comunicazione più adatto e coerente per comunicare le professioni? Non c'è alcuna differenza tra un prodotto di largo consumo e la fornitura di un servizio intellettuale? |
Marketing, comunicazione e relazioni pubbliche per gli studi professionali. Crescere tra etica e competizione, G. Vecchiato, E. M. Napolitano (2007)
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Chi non comunica è fuori gioco. Il "decreto Bersani" (legge 248 del 4 agosto 2006) ha riproposto come attuale il tema del marketing, della pubblicità e delle relazioni pubbliche per gli studi professionali. Fino a poco tempo fa infatti la grande maggioranza dei professionisti pensava che il proprio studio "non potesse fare marketing perché il codice deontologico vietava ogni forma di pubblicità". Oggi possiamo invece affermare che una trasparente ed efficace comunicazione contribuisce a rafforzare la credibilità delle professioni e dei singoli professionisti. Ma è proprio la pubblicità lo strumento più adatto e coerente per comunicare le professioni? Siamo certi che non vi sia alcuna differenza tra comunicare un prodotto di largo consumo (un detersivo, una merendina) e comunicare un servizio intellettuale ad alto contenuto di conoscenza? Gli autori sono convinti del contrario e nel libro si propongono di chiarirne le differenze e le specificità. |
Responsabilità sociale del territorio. Manuale operativo di sviluppo sostenibile e best practices, F. Peraro, G. Vecchiato (a cura di, 2007)
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http://www.responsabilitasocialediterritorio.it/ |
Relazioni pubbliche: l'etica e le nuove aree professionali, G. Vecchiato (2006)
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Le relazioni pubbliche vengono spesso associate alle peggiori pratiche manipolatorie e, nonostante gli sforzi di molti professionisti e associazioni professionali, la reputazione della professione ha spesso sofferto di scarsa considerazione etica da parte dell’opinione pubblica e di scarsa considerazione professionale da parte della business community. |
Comunicare la Scuola, G. Vecchiato (a cura di), Dirigenti Scuola, Numero monografico, n° 3/2006
La Scuola Brescia![]() |
Nell’ultimo decennio la scuola italiana, in particolare quella Superiore e l’Università, ha provato sulla sua pelle cosa significa “non avere una buona reputazione” presso la comunità e quindi la necessità di dotarsi di un piano di comunicazione per ottenere la simpatia e l’approvazione del pubblico. Questa nuova consapevolezza — che caratterizza però una piccola parte del sistema scolastico — deriva da tre elementi che hanno via via modificato la natura stessa del fare scuola: l’autonomia assegnata ai singoli istituti scolastici, la costante riduzione di fondi “a pioggia” unita ad un aumento dei fondi “a progetto” e la concorrenza che si è venuta a creare per trovare nuovi iscritti. |
Fare impresa, che impresa. Valori e sudori del mestiere di imprenditore, tra cultura d’impresa e cultura della comunicazione, M. Bagno, M. La Caria, G. Vecchiato (2005)
Il Prato![]() |
La relazione tra società e cultura d’impresa è oggi più che mai una questione aperta, in divenire, man mano che mutano i valori di riferimento, le attese sociali e individuali. D’altronde, nel nostro Paese sopravvive una tentazione latente: il pregiudizio anti-industriale. Molto spesso si dà per scontato il lavoro, il benessere, la qualità della vita che l’impresa può dare, salvo poi attribuirle solo connotazioni negative. L’impresa è invece oggi profondamente cambiata, è un sistema complesso, orientato all’innovazione, alla relazione, alla responsabilità sociale, all’interno della quale le persone hanno un ruolo centrale. |
Relazioni Pubbliche: Valore che crea valore, G. Vecchiato (2005)
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La comunicazione sta sempre più diventando un fattore critico di successo per le organizzazioni. Per tre motivi. Innanzitutto, perché la struttura organizzativa sempre meno gerarchica, la progressiva esternalizzazione delle attività e la creazione di strutture a rete, accrescono la dimensione relazionale dell’organizzazione. Il secondo motivo è dato dal rilievo che gli intangible asset (la reputazione, le media relation, il brand, la cultura d’impresa, le relazioni con la comunità locale, ecc.) stanno assumendo nel creare e nel determinare anche il valore economico. |
Relazioni pubbliche e comunicazione. Strumenti concettuali. Metodologia. Case history, G. Vecchiato (2003)
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"Faccio il PR e non ballo sui cubi!". Molto spesso i professionisti di Relazioni Pubbliche rispondono così alla domanda: "Ma tu che lavoro fai?". Altri invece rispondono elencando gli strumenti di comunicazione utilizzati nello svolgimento della loro attività. Non c'è, in altre parole, una definizione univoca della professione e anche negli operatori del settore spesso manca una vera e propria identità professionale. |
Marchio d'area: strumento di competizione turistica. Manuale operativo, A. Scipioni, G. Vecchiato (2001)
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Il turismo è un fenomeno molto complesso nel quale interagiscono economia, ambiente sociale, cultura e territorio. Per una risposta pronta ed efficace ad una domanda turistica in costante evoluzione è necessario ideare forme alternative di organizzazione del territorio e definire nuove modalità di promozione turistica. |
















