Le piccole e medie imprese occupano oltre l'80% della forza lavoro del paese e rappresentano il 75% del Pil. Questi dati sottolineano l'importanza che le PMI hanno in Italia ed è proprio il loro peso (unito alla necessità di individuare uno strumento che permettesse loro di rafforzare la propria posizione sui mercati nazionali ed internazionali e di superare la difficile congiuntura economica) che ha spinto l'UE prima e l'Italia poi, a mettere a punto strumenti legislativi ad hoc. Dallo Small Business Act della Commissione Europea all'introduzione del "Contratto di rete" da parte del Governo italiano, la sollecitazione che risuona è: fare rete per crescere.
Creare valore in rete è però questione in primis di consapevolezza della fitta trama di relazioni esistente tra tutte le imprese che aderisco ad una rete e tra questa e l'ambiente esterno. Le necessità strategiche di cui questo tipo di partnership tra le imprese ha bisogno sono dunque: una chiara identificazione della leadership, una forte policy legata alla comunicazione (sia interna che esterna) e un'attenzione particolare per il governo delle relazione tra tutti i soggetti coinvolti. A queste si aggiungono chiaramente l'identificazione delle funzioni manageriali e delle competenze professionali fondamentali per gestire e governare tali relazioni.
In un'intervista a Vecchiato un assaggio dei temi che tratterà al Master:
Chi può progettare, governare e rendicontare un processo di rete così articolato e complesso come quello della rete?
Sicuramente un bravo manager delle relazioni può fare in modo che il processo decisionale e la risoluzione dei conflitti abbiano un percorso chiaro e lineare, completo in ogni sua fase, rilevante e coerente. Sebbene un membro di una delle parti coinvolte possa svolgere il ruolo di leader, è spesso preferibile utilizzare un intermediario super partes che non abbia un vero interesse verso i risultati del processo di coinvolgimento.
Quali sono i compiti del manager della rete?
- Aiutare le parti coinvolte a definire obiettivi e risultati (mission e vision).
- Governare le relazioni tra tutti gli attori della rete.
- Proporre un'interazione positiva e calibrata sulle esigenze di tutti i partecipanti.
- Controllare che tutti i partecipanti siano coinvolti e partecipino pro attivamente al processo.
- Assicurare indipendenza e capacità di rendicontazione.
- Creare un'atmosfera favorevole.
- Visionare e coordinare tutte le fasi del processo.
- Incoraggiare la focalizzazione ed il raggiungimento degli obiettivi.
- Individuare i conflitti e facilitare la ricerca di soluzioni.
- Favorire pari opportunità di informazioni.
- Rispondere coerentemente alle aree critiche emerse.
Quali sono invece gli skills relazionali richiesti?
Tra le abilità e le competenze richieste ai nuovi manager della rete - a fianco delle competenze tipicamente imprenditoriali - vanno sicuramente incluse: la capacità di ascolto; la negoziazione; la collaborazione; la disponibilità a lavorare in team; l'empatia; la comunicazione; la capacità di prendere decisioni e di lavorare per progetti; la fiducia e la disponibilità al dialogo e al confronto; la reciprocità; l'impegno nel mantenere e migliorare la relazione nella rete.
Esiste e, soprattutto, abbiamo bisogno di una nuova figura professionale?
La complessità della rete e l'urgenza di attuare decisioni efficaci, obbligano i soggetti promotori del contatto di rete a ricercare nuove abilità e nuove competenze.
Il manager della rete è una nuova figura professionale in grado di gestire sistemi di relazione complessi e di adottare un nuovo approccio alle decisioni che non si può basare né sulla negoziazione infinita, né sul potere di interdizione di un singolo soggetto. Si tratta di abilità che in parte sono da "inventare", ma che in larga misura esistono già e sono patrimonio dei professionisti delle relazioni pubbliche. I relatori pubblici possono intervenire nel processo decisionale come soggetto facilitatore in grado di conciliare le finalità di quest'ultima con le aspettative di tutti i portatori di interesse e di far percepire a questi ultimi un effettivo valore aggiunto, costruendo e sviluppando sistemi di relazione di qualità e a lungo termine. |